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30.10.2006
Giù le mani dal Congo ! (La protesta)

Ognuno ci prova con i mezzi a sua disposizione. Mentre nel mio paese il clima elettorale stava diventando sempre più incandescente, da settimane non ho più scritto nulla di tutto ciò su questo blog,. Un silenzio che aveva un solo significato: si trattava di una protesta. Protesta, prima di tutto, contro il Presidente uscente del mio paese, per le sue incessanti violazioni sia della costituzione che della legge elettorale. Protesta contro ben note potenze straniere, che sostengono vistosamente questo presidente uscente, con molta compiacenza (chi sa perché?). Sfruttando i potenti mezzi di cui dispongono (soprattutto finanziari e militari), con la solita furbizia queste potenze straniere si sono indebitamente appropriati di un processo elettorale che invece doveva essere nostro. Ed invece di fare gli arbitri (come a loro fu chiesto), hanno preferito fare (secondo le circostanze ed alternativamente, un giorno i tifosi, un altro i centravanti (sulla base dell'esperienza calciopoli, chi fra l'arbitro ed il centravanti sarebbe meglio rimunerato?). Non hanno nemmeno il pudore di risparmiarci "avertissements", "sévères mises en garde" o qualche battuta di cattivo gusto, roba che in noi risveglia ricordi di altri tempi. Prepotenza? Faccia tosta? [...]
Protesta contro il profilo dei due candidati presidenziali. Da una parte, un candidato Presidente-della-Repubblica-autoproclamato-e-signore-della-guerra, 35 anni, figlio darte: suo padre Laurent-Désiré Kabila (dopo la morte del quale Joseph Kabila ha poi ottenuto questa presidenza ereditaria) era già un signore della guerra, autore della storica prodezza di avere cacciato Mobutu dalla poltrona che occupava da trentadue anni. Ma il giovane Joseph Kabila (il quale si trovava già accanto al padre durante quella guerra) non ha studiato gran ché. Oltre ad essere signore della guerra, l'unica altra esperienza lavorativa di Joseph Kabila è quella di Presidente-della-Repubblica-autoproclamato. E qual'è la principale qualità che gli viene riconosciuta su tutti i media internazionali, proprio da quelli suoi potenti tifosi stranieri (ma che manda in furia i giovani di Kinshasa) ? La sua grande capacità di ascolto. Una gran bella qualità per il Presidente del paese che fu il Congo di Lumumba. Dallaltra parte lo sfidante, ora Vice-Presidente-della-Repubblica. 44 anni, pure lui signore-della-guerra; pure lui figlio d'arte: suo padre fu, per decenni, il più grande imprenditore del paese e, a questo titolo, l'inamovibile capo della confindustria congolese. Contrariamente al suo rivale, Bemba ha studiato: con una buona laurea, in una buona università europea. Poi, come il padre, è diventato uno dei pochi imprenditori di successo del paese. Investimenti? In piantagioni di caffé, compagnie aeree, assicurazioni, reti di televisione, telefonini, altro. Ai miei tempi, la potentissima "Radio Trottoir" raccontava che oltre che dall'indiscusso talento imprenditoriale, quella ricchezza infinita della famiglia Bemba sarebbe stata favorita anche dai fortissimi legami con la famiglia Mobutu. L'eccellenza dei rapporti tra le due famiglie è stata sottolineata anche dal fatto che uno dei numerosi figli Mobutu ha poi sposato una figlia Bemba.
Per la disgrazia dei miei concittadini, il dramma di questo torneo elettorale non sta solo in quelle insopportabili ingerenze delle potenze straniere, né soltanto nell'inadeguatezza del profilo dei due candidati, unici rimasti in competizione per la Presidenza della Repubblica. Per i congolesi non si tratta solo di dovere scegliere fra due signori-della-guerra, che hanno poco in comune con uomini di stato (che pure nel paese ci sono). C'è di più : basta dare unocchiata a ciò che viene presentato come "programma" elettorale sia dell'uno che dell'altro candidato. Il programma di Kabila sembra addirittura scritto da un consigliere (in comunicazione) di qualche gran capo di qualche grande potenza straniera, il quale predica la pace giorno e notte, solo a parole. Quello di Bemba sembra ispirato da un immaginario uomo-politico-imprenditore, il quale ora aspirerebbe a governare (di nuovo) il suo paese, un paese del Nord e non del Sud. "Uomo di pace" di qua, l'imprenditore di là. In ambedue i casi, coloro che hanno elaborato i programmi avevano in mente un paese del vecchio continente non altrimenti identificato, ben lontano dall'Africa centrale e comunque dal mio dissestato Congo ex-Zaire. Non ci vuole quindi molto per rendersi conto del fatto che da questi due programmi non scaturisce nessun'idea centrale, né sulle grandi sfide del ruolo al quale aspiranno i due candidati, né sulle preoccupazioni prioritarie della gente. Quella stessa gente che ha corso verso le urne, solo perché sperava di mettere fine sia alle dittature che alle guerre, due flagelli alle quali i nostri due candidati alla Presidenza hanno invece (purtroppo) dato il loro migliore contributo. Eppure, il mondo intero sa che il mio Congo ex-Zaire è un paese scandalosamente ricco, dove la popolazione è invece scandalosamente povera. Due facce di una stessa medaglia, attestate da statistiche di quella moltitudine di agenzie internazionali che fanno fortuna proprio grazie alla povertà che colpisce la gente nel mondo e particolarmente in africa. Povero me: per avere un'idea di ciò che rappresenta davvero un programma elettorale che affronti sul serio il problema della povertà, mi è toccato andare a cercare ciò che andava dicendo (nei suoi comizi elettorali), in quegli stessi giorni, proprio di fronte sull'altra riva dell'oceano atlantico, IL BRASILIANO LULA.
Non ne potevo più. Per mia fortuna, nel mio paese tutte le votazioni a suffragio universale di questo torneo elettorale (da dimenticare) ora sono finite. E finito quel tragico (più di 120 vittime!) primo turno delle presidenziali, avvenuto il 29/07, in concomitanza con il turno unico delle legislative (camera dei deputati). E finito anche il secondo turno di queste stesse presidenziali, avvenuto ieri 29/10, questa volta in concomitanza con il turno unico delle provinciali (in Italia, regionali). Manca solo il terzo turno, che non sarà suffragio universale: i consiglieri provinciali che risulteranno eletti, saranno chiamati poi ad eleggere sia i Governatori che i Senatori. Quanta materia, sia dentro che fuori urne! Quanta roba da commentare! Giuro sin d'ora che nel caso "l'uomo di pace" Kabila dovesse di nuovo sparare le sue funeste cannonate sulla residenza del suo rivale Bemba all'annuncio dei prossimi risultati di questo secondo turno, mi troverò costretto ad inventare, contro di lui, una ben diversa forma di protesta. Sicuramente non più silenziosa.
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